L'Antro del Bardo

Ivi scorre il flusso dei miei pensieri

1.08.2010

2010, l'anno della candela

Il nuovo anno incomincia adombrato da nubi che preannunciano tempeste future e violenti temporali nell'immediato. Diciamo che le premesse non sono buone, tra vita privata e lavorativa non siamo messi al meglio, anche se sono sempre conscio che può sempre peggiorare, mi chiedo...ma quand'è che migliorerà?
La verità è che avrei voglia di riconquistarmi una fetta di passato, anche se sono conscio che non si può, e che quello che agiva allora era solo qualcuno che assomigliava a quello che sono ora, e con me, anche le altre persone.
Il tempo, la vita, cambia chiunque, è giusto, inevitabile, e solitamente si migliora, come il vino, mentre altre si diviene aceto. Manca qualcosa, e temo che non ci sarà più quella sensazione di appartenenza, di sicurezza, uno stato d'animo che fungeva da protezione contro tutto e tutti. Certo, ora ho imparato a difendermi dal mondo da solo, ma ogni cosa ha il suo prezzo, e chi può dire se ho pagato il giusto? di sicuro ciò che è fatto resta immutabile e finchè non sapremo prevedere il futuro con certezza, continueremo a sbagliare.
Alzo gli occhi verso il cielo che piange incessantemente lacrime invernali, quelle stesse lacrime che non solcano il mio volto da tempo, e non perchè non ve ne sia motivo, ma semplicemente perchè la mia soglia del dolore si è spostata, la corazza è più dura, e la spada più affilata. Del resto era necessario per sopravvivere, era necessario uccidere una parte di me, persino rinunciare al mio sogno più grande, semplicemente venendo a patti con la realtà, lasciando accesa solo una piccola flebile speranza, una piccola fiammella di candela nascosta in una stanza remota della mia anima, giusto così, per non restare completamente al buio.

9.10.2009

Tempo

Dum loquimur, fugerit invida aetas: carpe diem, quam minimum credula postero.

8.24.2009

Il desiderio del Giullare

Da un pò manco da queste pagine, da un pò manco anche da altre pagine, e non c'è un vero motivo, niente di particolarmente lieto mi ha tenuto distante da qui, ma a dire il vero, nulla di tremendo mi ha spinto nuovamente qui. Si tratta della semplice voglia di esserci, in un momento in cui, esistere nel fremito di un attimo pare essere l'unica cosa veramente importante. Non c'è luce od oscurità nel mio cielo sbiadito, solo pallidi colori. Va bene, tutto straordinariamente fluido e regolare, tutto come al solito, con le persone che continuano a deluderti, e quelle che continuano a stupirti, con i momenti, che non vorresti finissero mai, e con quelli che vorresti svanissero in un lampo. Banale mi vien da dire, seppure di banale nella mia vita non ci sia poi molto, diciamo, banale per me, malgrado me, indipendentemente da me.
Uscire, vedere gente, divertirsi, abbandonarsi al momento appunto, senza pensare al domani, anzi, senza pensare al dopo. A volte mi va di farlo e lo faccio ben felice del risultato, altre volte invece me ne sto a casa con i miei pensieri, la mia musica, i miei film. La cosa strana è che non saprei dire in quale delle due situazioni sono più solo. Ma essere soli e sentirsi soli, sono due cose diverse. A quanta gente importa realmente di me? ad onor del vero, di quante importa realmente a me? Sempre meno, sempre di più ci si abitua a stare da soli, e più ci si vede soli in futuro, e più bisogna prepararsi ad esserlo nel presente. Sforzi ne ho fatti tanti, ma ogni risultato pare essere di effimera durata, meteore attraversano il mio cielo, per poi andare a spegnersi altrove. Ben vengano le meteore, ma non bastano. Non ho più lacrime, nè più rabbia, non verso la vita comunque, non verso la mia.
Mentre l'eterna cerca del mio angelo diventa sempre più un poema epico che tangibile realtà, triste giullare imprigionato in un destino scritto a metà da una mano maligna e perversa, che mi nega ciò che più desidero, e non mi permette di smettere di desiderarla giacché non verrà.

6.04.2009

Strade e Armadi



Questo è uno di quei post che so a malapena come inizierà, per cui figuriamoci se ne immagino lo sviluppo e la conclusione.
Ho voglia di fare, nonostante il caldo, vorrei fare mille e una cosa e la cosa interessante è che qualcosa riesco a fare, la verità è che mi trovo in un periodo che è tutt'altro che immobile, finalmente qualcosa si muove, per conto proprio o su mia spinta, ma si muove, e questo, è un gran bene. Si muove ma non ne vedo un fine, è come se tutto si agitasse incereto, senza direzione, ogni strada è breve e riconduce al punto di partenza o poco più in là, girovago, senza meta come al solito, ma su strade battute anche se ignote, invece di aprire nuove solitarie piste, ma ogni percorso si esaurisce in fretta, lasciando aperte mille domande. Forse c'è da prendere solo una strada e seguirla anche quando sembra essersi esaurita, ma e tutte le altre? nessuna pare essere meglio di altre, e nessuna promette niente. E' dannatamente difficile da spiegare, persino io non lo capisco. Forse mi spiego meglio così:
immaginate di avere 30 magliette nuove, metà ve le hanno regalate, l'altra metà ve le siete comperate perchè costavano poco. Nessuna vi fa impazzire, ma tutte vi piacciono, e siete consapevoli che sono meglio di 0 magliette.
Resta però un fatto, non sarebbe meglio avere solo 2 magliette ma stupende? quelle desiderate da tutta una vita, quelle che non vi togliereste mai?
Non pensiate che viva di insoddisfazioni o di utopie, sono conscio che la vita non ci da mai quello che vogliamo (o quasi) e bisogna sapersi accontentare, ma resta un fatto: apro l'armadio e non so cosa mettere.

4.20.2009

Solitudine

Solo....cosa vuol dire?
una parola, tanti significati, ma perlopiù uno stato d'animo più che una condizione.
Si può arrivare "solo" decimo in una gara, oppure essere in un bar da "solo", e si può essere in pieno deserto, senza esserlo.
La solitudine ha parecchie forme, essenze simili di uno stato d'animo più complesso di quello che sembra. Si può essere soli anche in mezzo alla folla, in mezzo agli amici, su di un autobus. Perchè non è quanta strada mettiamo tra noi e gli altri, ma quanta distanza ci separa da quello che cerchiamo. Se si cerca la bellezza di un tramonto in alta montagna, allora essere soli a 2000 metri, non significa essere soli veramente, anzi, ci si sente bene, viceversa, a volte capita di essere circondati da persone, anche da volti amici, e sentirsi soli. Non importa quanta gente c'è, non importa quanto sia facile trovare cose da dire, importa solo che si stava cercando altro, e non lo si è trovato. A volte, si ha semplicemente voglia di parlare con un amico e tra tanta gente, nessuno pare esserlo veramente, anche quelli su cui qualche dubbio in positivo ti era venuto, si rivelano essere molto al di fuori dal tuo mondo. Non ti conoscono, ti spiazzano, sembra che ti conoscano da pochi giorni. Altre volte poi, sei con gli amici, quelli veri, ma sei solo lo stesso, forse un pò meno solo, ma pur sempre solo, perchè stavi cercando altro, l'amore magari, e tutta l'amicizia di questo mondo non può sopperire. E allora dove non si è veramente soli? forse nel proprio profondo, nell'anima siamo sempre soli, e siamo gli unici che possono farsi compagnia, ed è un dato di fatto, una condizione, uno stato d'animo...che però, sarebbe bello imbrogliare, per condividere, per essere meno soli, almeno fuori, nel mondo esterno, che si può ingannare, a cui si può rinunciare, ma non senza rischiare di perdere molto. Soli, in un mondo che fa di tutto per rigettarti, e l'unica cosa che puoi fare, è sbattergli in faccia la tua presenza.

4.06.2009

"Watchmen (the)"


Ho visto il film in questione e ve ne porto una mini-recensione.
Non posso che dirmi entusiasta del film, purtroppo non conosco la serie a fumetti originale, ma, a mio parere, questo è un eccellente film.
Di film di super eroi oramai ce ne sono a bizzeffe, alcuni decenti, altri meno, ma questo ha qualcosa di particolare, ed è tutto nella contraddizione di essere un film di super eroi in maschera, che in realtà sono anti-eroi, uomini soprattutto, in perenne bilico tra bene e male, consci, che gli ideali sono una cosa, ma la vita vera è un'altra. Il film parla delle storie di questi personaggi, siamo alla seconda generazione per alcuni di loro (qualcuno è invecchiato, impazzito oppure morto) e un'ordinanza presidenziale li ha appena sciolti ufficialmente. Sono eroi in declino, uomini in declino, incerti, orgogliosi e timorosi del proprio passato. La fotografia è molto cupa e i personaggi rivelano la loro storia personale un pò alla volta, scoprendo personalità contorte, infanzie difficili, i temi trattati sono parecchi e tutti messi lì, crudi quanto basta. Cosa dire poi del fatto che un cattivo vero e proprio non c'è? ci sono grandi e piccole colpe, ma nessuno può dirsi innocente, e neppure colpevole a ben guardare.

Lo spettatore è in continuo bilico tra la compassione, la comprensione e il dubbio, cosa di quello che sta accadendo è realmente giusto? Quali cause sposare? Chi ha ragione?
Il torto e la ragione si inseguono, si scambiano e per farlo passano attraverso la vita e la morte, il concetto stesso di vita e di morte viene analizzato. L'infinito, il tempo, la materia e l'imperscrutabile mondo delle emozioni umane. C'è anche azione e belle scene di lotta, ma meno di quante se ne potrebbero aspettare. Quello che risulta un difetto del film è proprio un certo calo di ritmo, la storia continua a raccontarsi e tutto continua a procedere, ma a volte rallenta sensibilmente, facendo calare la tensione. Beh, altrimenti sarebbe stato un capolavoro.
Le mini-serie a fumetti hanno regalato al cinema tanto, molta più poetica qualità e personaggi migliori, di ogni altra produzione fumettistica seriale, si pensi a "300" con cui "Watchmen" condivide il regista, e "V per Vendetta".

4.03.2009

Time Stands Still (At the Iron Hill)

Il tempo pare restare immobile, così cito i Blind Guardian nel titolo del post, in un momento in cui mi gira in testa un sacco di musica, tanta rabbia, sconforto, stanchezza, voglia di fare, ma cosa poi?
Mi capita in questi giorni di pensare ad alcune persone che hanno incrociato la mia rotta, qualche vecchio membro del mio mutevole e sparuto equipaggio, e tra dipartite, abbandoni, amichevoli separazioni e ammutinamenti, su questi ponti è passata davvero tanta gente, per pochi mesi oppure per parecchi anni. Da tempo oramai navigo da solo, ma l'esperienza fatta mi permette di cavarmela discretamente bene. Tuttavia, a volte è difficile, nelle lunghe notti insonni, passate a fissare il soffitto, cercando inganni per la mente che non ha voglia di assopirsi, la solitudine picchia forte e pretende il suo tributo di tristezza.
In altri momenti però, mi sorprendo a guardarmi attorno, osservare la gente, e non capire....cosa c'entro io con loro?
Per ogni comparto della mia vita trovo persone con cui condividere questo o quello, ma sono davvero poche quelle che considero sensate, quelle con cui riesco ad avere un rapporto un minimo decente. Non vi parlo di persone perfette o molto simili a me, tutt'altro, però sono persone che usano il cervello, prima di ogni altra cosa, e sanno ascoltare il cuore. Credono ancora nei sogni, non importa se paiono distanti, e sono persone che hanno dei rimpianti che custodiscono gelosamente, consce che indietro non si torna, ma dimenticare è sbagliato. Di errori ne hanno fatti, chi più e chi meno, ma non si nasconde o crogiola in essi, li ammette e li affronta, e se possibile, vi pone rimedio. Queste persone non sono perfette, e non sempre piacevoli, perchè sono pur sempre esseri umani, e innumerevoli fattori ci condizionano ogni giorno, ma la base di queste persone non muta, oggi forse saranno intrattabili, ma domani torneranno nei loro ranghi, chissà, magari con qualche senso di colpa. Sono queste le persone che cerco, e che non trovo, divenute oramai una rarità aliena, la loro ricerca pare sempre più vana, mentre proliferano gli ipocriti, i falsi, le persone aride, quelle vuote, inutili scatole di carne che si affannano ad essere l'ingranaggio più grosso di un sistema che si autoalimenta. Che schifo, vi assicuro che nella mia grande imperfezione mi sento migliore di loro, eppure, per qualcuno dovrei sentirmi in colpa a provare simili sentimenti, arroganza? forse, ma alla menzogna preferisco la verità, all'ipocrisia preferisco la schiettezza, al buonismo preferisco il cinismo. Se la pensate come me ne sono lieto, ma sappiate che stanno vincendo loro.